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LA
GENEALOGIA SIMBOLICA
Il Nodo, l'Intreccio e il Serpente
II nodo di Salomone nasce e si sviluppa in un contesto simbolico colmo
di nodi ed intrecci ed a sua volta origina o accompagna nuove forme; la
sua genesi si perde nella preistoria ma la sua diffusione conosce un grande
sviluppo nelle successive culture euro-asiatiche, africane ed amerinde.
Soprattutto la cultura celtica basò la sua formulazione decorativo-simbolica
sui nodi, gli intrecci e le figure ondulate;
non a caso è da sospettare che il nodo di Salomone nasca o venga
comunque elaborato in quest'ambito e venga fatto proprio dai mosaicisti
romani nel I sec. d.C. quando l'intero mondo celtico gravita ed influisce
anche effettivamente su quello imperiale.
Gli intrecci e soprattutto i nodi stabiliscono o un legame, una unione
fra elementi polarmente diversi, o la fissazione in uno stato determinato,
di condensazione o di aggregato. Il nodo è ambivalente nel suo
esser fatto e disfatto, nel senso di costrizione negativa e liberazione
positiva, ma anche di unione positiva e scioglimento negativo, a secondo
del contesto. Nelle culture orientali, indiana, taoista ed ebraica, sciogliere
i nodi significa liberare l'anima da ciò che la lega, la trattiene
al mondo: la disposizione dei nodi sull' "asse umano" è
analoga a quella dell' "asse cosmico"; i nodi quindi rappresentano
stati, potenze, realtà, coagulazioni animiche che vanno "aperte"
in una scala iniziatico-evolutiva; il flamen dialis a Roma non poteva
avere alcun nodo nelle vesti e nella chioma e durante i Baccanali le donne
dovevano sciogliere le trecce; lo stesso divieto di aver nodi sulle vesti
è prescritto al pellegrino islamico quando si reca alla Mecca ed
è in uso presso diverse culture nei momenti critici come il parto,
il matrimonio e la morte.
I nodi hanno un valore chiaramente positivo se il legame è stabilito
con un principio superiore, sino ad assumere un risvolto magico, in senso
protettivo, apotropaico o beneaugurante, talora di vero e proprio talismano
(amuleti egizi, islamici, greco-romani). Specularmente esso è anche
negativo in senso di segno di prigionia, blocco se il legame è
d'ordine inferiore: è così veicolo di sortilegi e di azioni
demo-niache (in pratiche magiche europee ed indiane). Come ogni elemento
del sacro esso è formidabile e bivalente.
L'intreccio, cui invero il nodo di Salomone più si avvicina, manifesta
anche altri significati: può alludere ad infinità, eternità,
specie nella forma di treccia chiusa; come simbolo acquatico, all'ondulazione
ed accavallamento delle onde o alla vibrazione dell'aria, vibrazione e
ritmo che in molte cosmogonie vengono indicati come la natura stessa dell'azione
creatrice, dell'energia e di ogni esistenza. E' noto inoltre il valore
di protezione negli spazi delimitati da intrecci, e ciò sembra
valere anche per i tanti mosaici che analizzeremo.
Immagine
alchemica di OUROBORUS
dall'Atalanta Fugensdi Michael Mayer (rii. E.P.)
Nelle radici del segno entra in campo il serpente, simbolo profondo che
rappresenta la forza vitale, il principio stesso primordiale e basilare
della vita, dell'energia della terra; fonte di veleno e medicina, multiformi
sono le sue valenze, ma due soprattutto quelle che intersecano simbolicamente
intrecci e nodi:
Youroboros, il serpente che avvolgendosi circolarmente si morde la coda
e gli intrecci di coppie di serpenti. Il primo, assommando il simbolo
del cerchio (uranico) a quello del serpente (ctonio) e del suo movimento,
rappresenta l'eterno ciclico ritorno e la rigenerazione della vita mentre
la duplicità dei colori.
Miniatura
di iniziale con coppia di serpenti attorcigliati,
dal Grande passionario di Weissenau, f.95r, XI-XII secolo (rii. S.G.)
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